Per lo studente l’affitto è ‘protetto’. Lo dice la legge, ma pochi lo sanno

Il prezzo del contratto di affitto per gli universitari è legato a doppio filo al diritto allo studio. Ma c’è una norma che garantisce canoni agevolati agli studenti fuori sede. I consigli per le ‘matricole’

Per il popolo degli studenti universitari fuori sede si avvicina la data del trasferimento, nel caso delle matricole, o del ritorno nella città “adottiva”. E per molti di loro, è già il momento di mettersi alla ricerca di una stanza o di un appartamento dove passare i prossimi mesi o i prossimi anni. Possibilmente, a prezzi abbordabili. Il prezzo del contratto di affitto per gli universitari, infatti, è legato a doppio filo al diritto allo studio. Più aumentano i canoni mensili, meno famiglie potranno permettersi di mantenere un figlio fuori città.

A leggere i risultati delle indagini più recenti, l'impressione è che il mercato si sia trasformato in una giungla ormai ingestibile. Eppure in Italia una legge che tutela i diritti degli studenti fuori sede c'è, solo che nessuno lo sa.

È la 431 del 1998. La legge prevede che gli universitari (anche i 'fuori corso') abbiano diritto a canoni d'affitto “calmierati” e stabiliti da un accordo tra le associazioni di categoria e il comune. Ogni città ha una tabella in cui vengono riportate, zona per zona, il canone minimo e il canone massimo che il proprietario può esigere. Oltre a dover attestare il proprio status di studente, l'altra condizione per avere diritto a una tariffa inferiore al prezzo di mercato è che il contratto abbia una durata minima di 6 mesi e una massima di 36 mesi.

Secondo la legge 431, il contratto può essere sottoscritto anche da un gruppo di studenti. Se uno dei locatari decide di cambiare casa, basta che ci sia il consenso del proprietario e dal contratto verranno tolti, o sostituiti, il suo nome e la sua firma.

I proprietari che affittano alle condizioni stabilite dalla legge hanno diritto ad agevolazioni f iscali. Gli studenti potranno infatti denunciare nella dichiarazione dei redditi il 40,5% in meno dell'effettivo canone mensile e il 30% in meno dell'imposta di registro. Sembra incredibile, viste le immense proporzioni dell'evasione fiscale in questo settore. Eppure è tutto vero.

Se la legge c'è ed è in vigore, perché non viene applicata? “Perché quasi sempre, sono gli stessi studenti a ignorarne l'esistenza” risponde Laura Mariani, segretario nazionale di Sunia, il sindacato unitario degli inquilini e degli assegnatari. Che propone due consigli ai ragazzi fuori sede.

Queste agenzie garantiscono rispetto della legge e assistenza allo studente per qualsiasi controversia sul contratto. Altrimenti, c'è sempre il numero verde della Guardia di Finanza: il 117.

 
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